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Asma

 

Cos'è l'Asma

Il termine asma rappresenta un insieme di sintomi vale a dire che non si tratta propriamente di una malattia bensì di una sindrome.

L'elemento fondamentale è la difficoltà al passaggio dell'aria attraverso i bronchi in particolare nella fase di espirazione. Questo per il paziente significa soprattutto "mancanza di respiro" ma anche tosse, difficoltà a far fuoriuscire il catarro o il muco che si forma nei bronchi, respiro sibilante o fischiante. L'asma è da considerarsi a tutti gli effetti una malattia sociale.

Chi si ammala d'Asma

Chiunque può ammalarsi d'asma e in qualsiasi momento della vita anche se avviene con maggior frequenza durante l'infanzia, la prima maturità e la terza età.

In Italia si calcola che vi siano circa tre milioni di soggetti asmatici e fra di loro molti sono bambini e adolescenti.

L'allergia è causa del 50% delle forme d'asma . Tuttavia l'asma colpisce solo quelle persone che hanno una iper-reattività bronchiale, coloro cioè le cui cellule muscolari bronchiali presentano una certa sensibilità
Questa iper-reattività può complicarsi e trasformarsi in asma.

In realtà le sostanze causa di allergia sono abbastanza poche e sono denominate allergeni . Come già accennato, gli allergeni più importanti sono alcuni pollini di piante ed erbe, i peli di animali, gli acari della polvere di casa, certi alimenti, qualche farmaco, i veleni di api e vespe ed alcuni prodotti chimici.

                                                         L'Asma è ereditaria?

Sia la condizione allergica sia la fragilità bronchiale possono essere parzialmente ereditate. Molti asmatici infatti si pongono il problema della possibile trasmissione della malattia ai propri discendenti.
I genitori asmatici non generano sempre figli asmatici e l'asma può comparire anche in famiglie in cui non si era mai manifestata prima. La componente ereditaria della sindrome non deve essere motivo di seria preoccupazione per la futura generazione poiché oggi è possibile instaurare precocemente una corretta prevenzione nei confronti dei figli.

Si può guarire dall'Asma?

Allo stato attuale esistono numerosi ed efficaci trattamenti in grado di curare l'asma o di controllarne i sintomi. Se usati in modo corretto possono prevenire o accentuare gli eccessi o ridurne la frequenza . Tuttavia non esistono ancora cure mediche che possono sconfiggere in modo certo e definitivo la malattia Non bisogna dimenticare che una corretta terapia dell'asma può permettere nella stragrande maggioranza dei casi una vita perfettamente normale .Ecco perché è importante che il paziente conosca i fattori che la determinano i trattamenti atti a curarla e il corretto uso dei farmaci e soprattutto che instauri un buon rapporto con il proprio medico curante. Solo in questo modo sarà possibile condurre una vita attiva e senza limitazioni.

la pratica sportiva, specie nei giovani asmatici deve essere incoraggiata. Infatti , nel giovane asmatico quando il trattamento farmacologico appropriato è in grado di controllare la sintomatologia respiratoria, l'attività sportiva può contribuire al miglioramento degli indici di funzionalità respiratoria.

  Il nuoto risulta essere lo sport meglio tollerato dai pazienti asmatici. Infatti, l'incremento della ventilazione polmonare risulta moderato e si realizza con una frequenza respiratoria non elevata e subordinata al gesto tecnico. L'atleta controlla e regolarizza la frequenza respiratoria in modo sincrono con il ritmo delle bracciate. Il nuoto è pertanto consigliato ai bambini asmatici e in particolare ai bambini con broncospasmo indotto da EF, purché eseguito in ambiente adeguatamente riscaldato e intervallato da periodi di riposo. Anche il nuoto, tuttavia, può presentare inconvenienti dovuti alla possibile elevata concentrazione di cloro nell'acqua delle piscine, causa di crisi broncospastiche ed alla possibile presenza negli spogliatoi, ad alto grado di umidità, di muffe con conseguente maggior rischio di crisi asmatiche sotto sforzo.

Sollevamento pesi, lotta e scherma. Gli sport di potenza e destrezza presentano un basso rischio asmatico in quanto comportano sforzi intensi ma di breve durata e con scarso incremento della ventilazione.

Sci di fondo su pista sintetica. Presenta gli stessi vantaggi del nuoto. Tuttavia, sulla neve questi vantaggi si riducono ma possono essere parzialmente mantenuti con opportune precauzioni per proteggere l'atleta dall'aria fredda. Lo sci di fondo così, come la marcia, ha la caratteristica di impegnare vaste masse muscolari in un movimento armonico e ritmico che è coordinato con gli atti respiratori.

Corsa libera e ciclismo. Vengono ritenute, tra le attività sportive, quelle che più frequentemente sono in grado di indurre AB. La corsa rientra , tra l'altro, nella preparazione atletica di molte attività sportive. Può verificarsi quindi che un atleta presenti AB durante la corsa di allenamento e non durante l'esercizio della disciplina specifica. Va considerato, tuttavia, che la corsa è particolarmente sensibile all'effetto allenamento, con possibile di adattamento anche per molti asmatici. E' particolarmente importante eseguire un allenamento di base che consenta di ottenere gli stessi livelli di attività fisica con livelli inferiori di ventilazione, riducendo così l'effetto stimolante dell' iperventilazione come causa di broncospasmo .

Alcune specialità dell' atletica leggera come i 100 e i 200 metri piani, nonché i salti in alto,lungo,triplo e asta che si svolgono prevalentemente in apnea e in un tempo brevissimo, quindi con un ridotto impegno ventilatorio , sono generalmente ben tollerate dai pazienti asmatici.

Canottaggio . Nonostante comporti un'elevata ventilazione, risulta meglio tollerato della corsa.

Sport di squadra Il calcio, la pallacanestro, la pallamano, l'hockey a rotelle e su prato, che richiedono corse non continuative alternate a periodi di sosta, sono consigliati ai pazienti asmatici, ovviamente scegliendone i ruoli più adeguati. Mentre invece, l'hockey su ghiaccio presenta rischi più elevati conseguenti all'esposizione all' ambiente freddo in cui si svolge.

Asma ed attività subacquea . L'AB predispone all' intrappolamento dell'aria nelle vie aeree e costituisce condizione di inidoneità all'attività subacquea con autorespiratore ad aria. Solo l'attività subacquea in apnea, in fase di controllo clinico-funzionale , non costituisce controindicazione all'immersione.
L'attività subacquea con autorespiratore ad aria costituisce una condizione a forte rischio in quanto molteplici sono gli stimoli potenzialmente in grado di indurre AB durante l'immersione. Ricordiamo in particolare lo “stress” indotto dall' acqua fredda o da eventuali episodi di attacchi di panico; l' iperventilazione da sforzo; l'effetto irritativo bronchiale indotto dall'acqua salata. E' necessaria pertanto un'accurata valutazione che deve prevedere, unitamente ad un'attenta indagine clinica, un accurato studio di funzionalità respiratoria con valutazione della reattività bronchiale. Di fronte al dubbio di instabilità della malattia asmatica deve essere permessa la sola immersione in apnea.

Asma e attività sportiva ad alta quota . Molti soggetti asmatici riferiscono un miglioramento della sintomatologia quando soggiornano in montagna, sia durante la stagione estiva sia in quella invernale. La ridotta esposizione ai polluttanti atmosferici ed a ceri allergeni, quali gli Acari dermatofagoidi che, come è noto, sono praticamente assenti oltre i 1400 metri , determina un miglioramento della sintomatologia clinica e dei parametri di funzionalità respiratoria. Ciò è favorito anche dalla “ broncodilatazione attiva” indotta da una maggiore quantità in circolo di ormoni corticosurrenalici e di catecolamine . Alcune ricerche hanno dimostrato che l' iperreattività bronchiale in alta quota è inversamente proporzionale all'altitudine. Infatti in alpinisti asmatici è stato dimostrato che quanto maggiore era l'altitudine e quanto più a lungo era il soggiorno in quota, tanto più si attenuava la sintomatologia e si riduceva il consumo di farmaci broncodilatatori . E' consigliabile che i pazienti asmatici anche giovani con funzione respiratoria più compromessa non superino i 2000 metri , se non dopo un'adeguata broncodilatazione farmacologica . Non è prudente la risalita con mezzi meccanici oltre i 3000 metri , soprattutto quando il soggetto asmatico è appena giunto dalla pianura: la mancanza di un acclimatamento potrebbe indurre episodi broncospastici .. Va infine ricordato che certi stimoli quali l'esposizione al freddo, al vento, all'aria secca possono infatti causare crisi repentine di broncospasmo . Il paziente asmatico che si reca in montagna, soprattutto nella stagione fredda, deve essere consigliato un buon allenamento di base, in modo da ridurre l' iperventilazione , un breve periodo di riscaldamento
Particolarmente utile risulta l'uso di maschere antifreddo, molto utilizzate nei Paesi nordici, anche se non molto gradite agli atleti. Se l'asma è ben controllata, è possibile praticare in montagna l'escursionismo, lo sci alpino e lo sci di fondo .